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venerdì 6 marzo 2009

FIORE RILANCIA L' IDEA DI UN ASSE RADICALE E NAZIONALE PER LE ELEZIONI EUROPEE

Piuttosto che inseguire l' idea di un assembramento che coinvolga forze postdemocristiane e regionaliste, le forze nazionali anticomuniste e anticapitaliste devono aggregarsi per questa occasione storica che coincide con le elezioni europee e amministrative, ma è rappresentata in realtà dal crollo del capitalismo finanziario e dalla nascita di una protesta popolare sui temi della crisi economica e del fallimento del Governo sull' immigrazione. Siamo pronti a presentare il nostro simbolo assieme a quello del MS-FT ed aprire le nostre liste a tutte le forze politiche , sociali e culturali dell' area nazional popolare.
Roberto Fiore

Il Nostro segretario nazionale è sempre in prima linea per il bene della Nostra Idea (e i fatti lo dimostrano). Ancora una volta è tra i promotori ed i propulsori per l'unificazione dell'area nazional popolare. Propongo un manifesto "rubato" dal sito dell'associazione culturale Socialismo Nazionale, che ben spiega la Nostra posizione in merito a questo schifo di democrazia parlamentare che gli "uomini liberi" di Roma vogliono proporre al popolo italiano! Il loro misero intento è solo quello di mantenere i vecchi e consumati deretani sulle poltrone del potere, vogliono restare asseggiolati ai loro scranni, come sanguisughe, come zecche, che da parassiti si nutrono del sangue della loro vittima...se lo tengano pure il loro sporco potere, continuino pure a spartirsi la Nostra povera Patria, a vilipenderla, a stuprarla...un giorno la riscossa verrà e le loro poltrone verranno gettate fuori dai palazzi del potere e pulizia sarà finalmente fatta! ...pochi sguardi nobili vedran l'aurora...
In alto i cuori
Andrea Caporaso - FN Benevento

Si accende il dibattito nella nostra area e i tempi sembrano maturi per la creazione di un unico blocco sociale e nazionale. Forza Nuova ancora una volta dimostra di non arroccarsi su posizioni protezioniste o di bandiera, segnali positivi arrivano dalle altre formazioni di estrema destra e non soltanto dalla base! Le posizioni filogovernative di alcune schegge impazzite e l'ambiguità di formazioni sedicenti "di destra", non hanno incrinato la granitica volontà del nostro movimento di tenere la barra dritta sulla rotta che porta allo scontro finale e frontale con un sistema (quello italiano) che per troppo tempo si è poggiato su un antifascismo di maniera che si è distinto per l'opera di distruzione dei valori fondanti sui quali si era con fatica tentato di costruire una società più equa e solidale, che distribuisse in maniera più giusta le richezze e le risorse nazionali. La deriva postsessantottina, il cancro consumista e politiche apertamente liberiste di destra e sinistra hanno soppiantato una scala di valori, che etichettati come "fascisti", sono stati sostituiti con dei "non valori", vera e propria spazzatura ideologica di un sistema fallito che ha alienato da se stesse le coscienze dei giovani, la cultura e via via tutti i corpi sociali della nazione, svirilizzandola e mortificandola fino a ridurla ad un malato terminale, schiava della grande finanza, della politica corrotta e delle mafie sindacalcomuniste! Il problema a questo punto si pone in termini di liberazione nazionale, di rinascita e ricostruzione di una fibra morale e sociale irrimediabilmente compromessa, operazione che sarà possibile solo dopo aver sgomberato il campo dalle macerie e dalle rovine! Avanti camerati che servono tutte le braccia dell'area, disponibili! In alto i cuori! I tempi stanno per cambiare.........

Avv. Michele Antonio Giliberti

Coordinatore Regionale FN

mercoledì 4 febbraio 2009

MA QUALE RAZZISMO! QUESTI SONO FIGLI DELLA DEMOCRAZIA.
Dopo l’ennesimo episodio di violenza giovanile gratuita che ha visto questa volta “protagonista” la mia città Nettuno, la mia mente è andata alla canzone Come mai? dei Sottofasciasemplice (facilmente rintracciabile su www.youtube.com), che ben dipingeva il volto di questa Repubblica “nata” dalla Resistenza. Tuttavia, sono rimasto disgustato da come alcuni speculatori hanno presentato l’esecrabile fatto, mobilitando tutta la loro astuzia di agitatori e sventolando ai quattro venti le parole di battaglia di “razzismo” e “xenofobia”.
Che il fatto in questione non avesse nulla di razzista era pacifico, ciò nonostante i tromboni della sinistra hanno subito mobilitato i loro agit-prop per non farsi sfuggire l’occasione di muovere le coscienze in “difesa” dei più deboli, dei diseredati, ecc. Chissà dov’erano quando le bande di immigrati violentavano le donne italiane e commandos di zingari saccheggiavano le case di onesti lavoratori italiani…E li abbiamo visti in piazza, con le loro “civili” bandiere rosse, a gridare «Siamo tutti clandestini!» e, addirittura, «Cittadinanza per tutti!», come se l’essere Italiani fosse un semplice atto burocratico, un bollo da regalare a chiunque si presenti alle nostre frontiere elemosinando un lavoro, una casa… e perché no, anche il nostro lavoro, la nostra casa. L’appartenenza ad un popolo è ben altra cosa, qualcosa che viene da lontano, dai nostri patres, da cui Patria, da cui Nazione. Ma è inutile parlare a chi non ha orecchie per sentire. Non sono pochi coloro che dall’alto della loro sapienza da parrocchia, perbenista e borghese hanno condannato questa aggressione “razzista”, pur sapendo che tra gli autori del misfatto vi era anche un ragazzo proveniente da una “moderna” famiglia multietnica. Mi hanno colpito anche i “portavoce” della comunità indiana che temporaneamente è ospitata sul nostro territorio, che hanno esposto uno striscione dall’eloquente scritta: «Razzismo Stop». Ma che c’entra? Non accettiamo lezioni da nessuno e se i signori succitati vogliono combattere il “razzismo”, incomincino a lottare nella loro terra contro il sistema delle caste. Altro che razzismo europeo! Ma ciò non interessa a nessuno. Non importa. Importa sviare la questione di base. Così, quando una donna è la vittima, le femministe-lesbiche nostrane insorgono contro l’innata violenza del “maschio”; quando la vittima è un pederasta, i sodomiti insorgono chiedendo il “diritto” di adottare bambini; quando è uno studente, ci si inventa il “bullismo”; quando è una persona di religione ebraica si grida con i moccoloni all’antisemitismo, con tanto di rimandi alle onnipresenti “camere a gas”; quando è uno straniero si urla: «E’ razzismo!». L’importante è sviare. Importa evitare che la gente si domandi: «Come mai?». Come mai, sempre più spesso, i giovani Italiani, quelli educati alla pace, a riconoscere gli errori del passato, educati alla tolleranza, quelli mandati in gita ad Auswitchtz, quelli a cui tutto è concesso come un “diritto” – lo sballo del sabato sera, lo spinello per stare in compagnia, la macchina, il cellulare – si trasformino in “lupi famelici”: vuoti dentro, di un vuoto che uccide. Questi giovani sono stati riempiti di vuoto. E ciò non è colpa di qualche ideologia dell’Ottocento, ma dello Stato attuale, della sua casta e dei suoi tromboni. Ma quale razzismo! Questi sono i figli della democrazia!

Pietro Cappellari - Accademico della Norman Academy (Florida – USA)

venerdì 23 gennaio 2009

A PICCOLI PASSI VERSO LA POVERTA’ SEMPRE PIU’ FAMIGLIE ITALIANE
di Raffaele Bruno
Bisogna sempre porre molta attenzione ai cosiddetti “piccoli fatti” di tipo economico, di quelli che si fanno avanti un giorno si e l’altro … pure, nelle cronache correnti. Perché sono spesso, come dicono gli specialisti delle vicende economiche, campanelli d’allarme relativi a fenomeni in atto di grossa entità; sono “sintomi” del male che cova nel profondo. E un male c’è nel profondo del tessuto sociale italiano di oggi; ed esso si può individuare nella “marcia verso la povertà”; o meglio, e più esattamente, verso un impoverimento generalizzato che colpisce anzitutto il ceto medio e vede in prima fila le famiglie mono reddito.
Così, mentre i partiti – di governo e di opposizione – passano la maggioranza del loro tempo in estenuanti e interminabili bracci di ferro sulle riforme costituzionali, il “tessuto” della società italiana si degrada e si sfilaccia.
Non rimandano ad altro concetto quei fenomeni cui ci riferivamo all’inizio; fenomeni che in Italia non si erano mai visti nella società italiana dal primo dopoguerra ad oggi; fenomeni del tutto nuovi, “originali”; e dunque tanto più difficili tanto da essere percepiti quanto a trovare adeguata valutazione.
La storia ci insegna che all’inizio degli anni trenta anche l’Italia dovette affrontare le ricadute della “grande crisi” scoppiata nel 1929 negli Stati Uniti. Anche noi italiani dovemmo tirare la cinghia e affrontare una “stretta economica” con molte ricadute sociali negative. Ma allora – ed ecco dove il “precedente storico” si presta ad un analisi quanto mai interessante – allora ci battevamo contro un impoverimento che aveva origine da una colossale crisi che coinvolgeva tutto il mondo occidentale, mentre oggi quello che avviene, questa vera e propria spinta all’impoverimento, trova, proprio, oltre la crisi economica in corso, nel “dentro” dell’Italia, spinte e pulsioni di vario genere.
Ma quando mai si era visto in Italia, nel corso degli ultimi anni, l’aumento impetuoso degli acquisti a rate? Per combattere in qualche modo il carovita che incalza, si fanno sempre più debiti da parte delle famiglie. E solo negli ultimi sei mesi, il credito al consumo è cresciuto del 15 %. E’ evidente lo stato di fatto: la famiglia di tipo medio non ce la fa più a quadrare i conti, ad arrivare alla fine del mese; e allora si “indebita” per acquistare quello cui non vuole o non vuole rinunciare, anche perché ci sono scadenze, pagamenti originati da scelte precedenti, cambiali e mutui da onorare.
Si compra tutto a rate ormai. Il credito al consumo delle famiglie era di poco di più di 20 miliardi di euro nel 2000; è cresciuto a 23.8 nel 2001; è arrivato a quota 28,4 l’anno successivo; al 31,2 nel 2003 e adesso marcia verso i 36 miliardi di euro. Continuando di questo passo, saremo al raddoppio – da 20 a 40 miliardi di euro – in appena 5 anni.
E allora: non si comprano “sempre più a prestito” l’auto o il frigorifero o l’antenna parabolica; ci si indebita anche presso il supermercato o nel negozio vicino casa, per normali prodotti alimentari; si fanno debiti – o si chiedono prestiti – per fare la spesa.
Si diffonde e si radica sempre di più la “cultura del debito”. Una “cultura” pericolosa, quando supera – come sta avvenendo – i limiti fisiologici; ed è un sintomo d’allarme quando i debiti si debbono contrarre anche per mangiare negli ultimi giorni del mese, visto che ormai non si arriva alla terza settimana e la crisi diventa sempre più drammaticamente spaventosa, mentre la disoccupazione avanza e in alcune zone del Mezzogiorno sfiora la terribile soglia del 60% tra i giovani.

mercoledì 16 aprile 2008

Non più Luxuria e il comunista di lusso Bertinotti, non più il latifondista-disobbediente Caruso e Pecoraio Scanio - ambientalista duro e puro che però pare usasse l’elicottero delle Fiamme Gialle per ogni minimo spostamento durante le sue gitarelle in terra sarda -, non più il leninista Diliberto ed “l’arcigay” Franco Grillini. Una vera e propria “liberazione” di tanti strani personaggi che avevano una visione alquanto strana dell’interesse del popolo nella più antica tradizione comunista, foriera di rivolte popolari e, al tempo stesso, censore repressivo della volontà della gente. Tutta questa gente non la troveremo più nel parlamento italiano; nessuna novità per l’assenza della cosiddetta destra radicale, da sempre additata al pubblico ludibrio da parte dei media e priva di vera rappresentanza. Peggio che ai tempi del Msi: ora il più a destra è l’antifascista Bossi e l’amico di Israele Gianfranco Fini. Non vedremo la Santanchè in aula: ce ne faremo una ragione visto che mai in parlamento si è visto un gruppo di “destra” fare la destra in maniera determinante. La vera novità di questa tornata elettorale, oltre all’uscita storica dei comunisti, sembra essere proprio questa d’altronde: sia sinistra che destra forse impareranno che giocare con la democrazia non paga, che a vincere in questo gioco saranno sempre i partiti ad alto tasso mediatico. Forse si smetterà di fingere che in parlamento possa esistere una vera forza anti-sistema, che sia di destra o di sinistra - escludendo da ciò la Sinistra Arcobaleno che non riteniamo dover realisticamente annoverare fra le forze antisistema. Certamente peggio del governo Prodi non sarà possibile fare e, se non altro, esiste la possibilità di non dover più assistere all’approvazione di leggi pro-immigrazione selvaggia, di leggi laiciste, forse non vedremo per un po’ gente che richiede la legalizzazione delle droghe, il risarcimento per l’operazione chirurgica di cambio sesso, o il riconoscimento dei matrimoni gay. In compenso troveremo un governo amico di Israele e delle guerre di Bush. E forse anche Berlusconi, che si dice molto diverso dal 2001, potrebbe aver capito che nessuno vuole fare guerre per conto degli Stati Uniti. Vedremo. La nostra “politica” è altra cosa; c’è bisogno di un lavoro ancor più duro: è necessario rifondare l’uomo, quest’uomo assuefatto alla modernità e alle comodità; bisogna ritornare a formare uomini, unica base per una ripartenza e una rivoluzione vera!

mercoledì 19 marzo 2008

"ORDINE FUTURO" E LE ELEZIONI
Di fronte alla decisione del movimento FORZA NUOVA di prendere parte alla battaglia delle politiche, anche al prezzo di mobilitare tutta la propria base militante per la raccolta delle firme e per la campagna elettorale, la redazione di ORDINE FUTURO ritiene necessario prendere posizione e analizzare la situazione, non da un punto di vista immediato e utilitaristico, ma da quello peculiare della rivista, vale a dire: dottrinario, formativo e culturale. In primo luogo, intendiamo sgombrare il campo dal primo equivoco che sembra confondere le idee a parecchi intellettuali dell’Area della Destra radicale, spesso convinti, peraltro in buona fede, che l’impegno intellettuale e culturale sia da separare da quello militante. Il messaggio fondamentale, il filo conduttore di OF in questi anni è stato proprio quello della Cultura Militante, vale a dire del Pensiero, che per quanto alto e articolato, deve sempre incarnarsi nell’Azione. Troppo spesso, uomini di notevole levatura morale e intellettuale, si sono comportati come abitanti dell’Olimpo che, diversamente da quelli dell’Iliade, disdegnano di scendere sul campo di battaglia. E’ invece tempo, anche per gli intellettuali e gli uomini di pensiero, di scendere in campo al fianco degli attivisti di base con la spada in pugno. E quando diciamo “spada” non intendiamo soltanto quella classica che assume le forme del volantino o del secchio di colla per gli attacchinaggi. Oggi, la spada può assumere forme diverse ma ugualmente efficaci. Tutti abbiamo contatti umani personali che possono essere messi al servizio della causa, partecipare a iniziative, diffondere materiale di propaganda, tutti possiamo usare il nostro telefono o il nostro computer per diffondere i nostri messaggi e comunicati, per intervenire sui forum, per segnalare i nostri siti. Tutti siamo chiamati alla mobilitazione e alla militanza più capillare. A ben vedere, questo è un tipo di impegno che possiamo e dobbiamo assumerci non solo in campagna elettorale, ma tutto l’anno. Possiamo solo augurarci che l’impegno in questa battaglia costituisca solo l’inizio, un vero salto di qualità e anche di quantità, nella militanza in tutte le sue molteplici espressioni. Ma dobbiamo sgombrare il campo anche da un altro equivoco, quello della “inutilità” pratica di questa battaglia. Sicuramente non dipende da noi far vincere l’uno o l’altro dei due grandi schieramenti che sostengono il Sistema e del resto non è certo questa la nostra missione. DIPENDE INVECE DA NOI SFRUTTARE AL MEGLIO QUESTA CAMPAGNA PER PUBBLICIZZARE FORZA NUOVA e i suoi punti programmatici e per cementare i rapporti con molti elementi validi che seppure esterni al movimento, sono in questo momento al nostro fianco. Ci auguriamo che l’attuale sforzo comune sfoci in futuro in una collaborazione stabile e permanente al servizio dei comuni Valori. D’altra parte, si sono registrati alcuni tentativi di demoralizzare i militanti o di fuorviarli per indurli a non impegnarsi in questa lotta da parte di falsi amici. Parallelamente, il varo di una FALSA DESTRA ASSOLUTAMENTE NON ALTERNATIVA AL SISTEMA CHE L’HA PARTORITA costituisce la riprova che la decisione forzanovista di prendere parte a questa battaglia è stata quella giusta anche sul piano tattico. Molti elementi che hanno impulsivamente aderito a questa falsa destra cominciano già a ricredersi e a nutrire seri dubbi. Un altro compito che dobbiamo svolgere è proprio quello di mostrare a questi camerati in buona fede (da non confondere con gli opportunisti che in tali frangenti non mancano) che una vera alternativa esiste e opera, tanto sul piano dei Valori che dell’attività concreta. Dobbiamo avere la maturità necessaria per distinguere quelli che si sono attestati su posizioni ambigue e funzionali al Sistema di potere per tornaconto e malafede , da quelli che sono, semplicemente, ingannati e confusi, ma pur sempre onesti e sinceri. Ci attende un’opera di chiarificazione paziente e incessante, che non deve scadere nelle offese e nella controproducente polemica personalizzata ma volare alto, sul piano delle idee e delle impostazioni politiche strategiche. Dobbiamo solo favorire un graduale processo di selezione naturale. Inoltre, agli obiettivi citati – mobilitare la energie, sfruttare la visibilità mediatica, aggregare al fianco di FORZA NUOVA tutte le realtà sane, smascherare gli asserviti al Sistema e recuperare tutti gli elementi validi e onesti – se ne aggiunge un altro, totalmente indipendente dai risultati numerici, e che potremmo definire supremo e fondamentale: quello FORMATIVO, SPIRITUALE E CARATTERIALE. Il fatto stesso che ci si impegni in una battaglia disinteressata che non offre possibilità di bottino personale, di carriere e seggioloni di potere ma solo quella di battersi con Onore e determinazione per il nostro popolo e la nostra Terra gettando i semi di un ulteriore lavoro di Ricostruzione Nazionale, costituisce di per se un motivo valido per dare il meglio di noi stessi in queste settimane.
–MOBILITARSI TOTALMENTE PER FORZA NUOVA
–UTILIZZARE LA VISIBILITA’ MEDIATICA
–SALDARE LE FORZE SANE IN UN BLOCCO DI ENERGIE
–FORGIARE LO SPIRITO FORZANOVISTA PER LE FUTURE LOTTE LEGIONARIE
TUTTI IN BATTAGLIA, TUTTO PER LA BATTAGLIA!
La Redazione di Ordine Futuro