sabato 31 gennaio 2009


LOTTA STUDENTESCA AVELLINO
blitz per la sicurezza nelle scuole
Questa notte militanti di Lotta Studentesca hanno compiuto un'azione simbolica in tutta l’Irpinia (Avellino città, Solofra, Montella, Lioni, Ariano) per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul problema della sicurezza negli edifici scolastici. Solo ieri i Vigili del Fuoco hanno stilato un allarmante dossier sullo stato dell’edilizia scolastica della Provincia di Avellino, oggi Lotta Studentesca, formazione vicina a Forza Nuova si è mobilitata con tutti i suoi militanti per la tutela di docenti e studenti sul delicato e drammatico tema dell’edilizia scolastica italiana.
Gli ingressi di decine di scuole sono stati sbarrati con nastro bianco e rosso e segnali di pericolo: "Il 75% delle scuole italiane non è a norma in fatto di sicurezza, antincendio, agibilità; nel 2007 sono stati denunciati 90.000 incidenti nei plessi scolastici; 12.912 infortuni sono capitati a personale del corpo docente. Si parla di sicurezza nelle scuole solo quando succede una tragedia come quella di Rivoli."
Così, Alessandrino Chiaradonna, responsabile LS Avellino spiega l'iniziativa dei militanti forzanovisti settore scuola: "Abbiamo voluto evidenziare il deficit gravissimo delle nostre scuole e chiediamo interventi seri e mirati per mettere a norma e in sicurezza tutte le scuole irpine, non vogliamo dover piangere un altro nostro coetaneo morto tragicamente nel crollo di un edificio".Chiaradonna ha poi concluso: "Rilanciamo con quest'azione il nostro slogan contro questo sistema «Come facciamo a morire in fabbrica se ci ammazzate prima?!»"
Lotta Studentesca fa sapere che nei prossimi giorni seguiranno altre iniziative in tema sicurezza.

Scuola media "F. Guarini"



Liceo Scientifico "De Capraris"
LS a Solofra (AV)



IPSIA "Sebastiano Bartoli"



Liceo Scientifico "Rinaldo d'Aquino" Scuole elementari

LS a Montella


LS ad Avellino

mercoledì 28 gennaio 2009

ROMA: FIORE, ALEMANNO SU GUIDONIA STRAPARLA!
''Alemanno straparla preso dalla disperazione di vedere i propri consensi scemare infinitamente verso il basso. Secondo Alemanno sono forse dementi gli oltre 800 cittadini di Guidonia che hanno sfilato con noi per la sicurezza delle nostre donne? E' forse demenziale esigere di vivere in una citta' sicura senza subire aggressioni sessuali? Il popolo italiano e' stanco di sentirsi preso in giro, e la gente di Guidonia e' molto arrabbiata e delusa''. E' quanto ha dichiarato il segretario e leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, replicando alle dichiarazioni del sindaco Gianni Alemanno. ''Il sindaco di Roma - ha aggiunto - anziche' insultare le manifestazioni di dissenso popolare farebbe meglio a cercare di comprendere come mai dalla sua elezione e con il Centro destra al governo nulla e' cambiato e la tranquillita' pubblica a Roma ed in Italia rimane un miraggio lontanissimo. Pertanto Alemanno - ha concluso l'esponente di Forza Nuova - si metta il cuore in pace. Peggio opera, piu' le nostre mobilitazioni si moltiplicano''.

domenica 25 gennaio 2009


Forza Nuova Crotone (www.forzanuovacrotone.org) esprime perplessità sui campi di accoglienza in località S. Anna di Crotone. Se consideriamo la "fuga" di questa mattina a Lampedusa, compiuta dagli immigrati del centro di accoglienza, non possiamo non ribadire come questi centri "albergo" siano vere e proprie bombe ad orologeria sociali, pronte ad esplodere in faccia all'onesto cittadino italiano. Ho usato il termine "albergo" in quanto, almeno, nel centro di S. Anna questi extracomunitari sono liberi di uscire e fare ciò che vogliono, addirittura (come da cronaca) organizzare vere e proprie marce di protesta come quella di qualche tempo fa che, ha paralizzato la statale 106, senza parlare dei famosi contributi il quale, i fortunati ospiti ricevono alla faccia dei giovani italiani! Non è nuovo il malessere dei cittadini di S. Anna e dei centri vicini, che ultimamente sta sfociando nella creazione di associazioni per protestare contro questa piaga. Prima che qualcosa di grave possa accadere, bisogna rivedere l'organizzazione del centro, trasformarlo in una struttura militarizzata, dove l'immigrato transiti senza entrare in contatto con la cittadinanza, naturalmente con l'obiettivo finale di trasferire il centro fuori dalla nostra provincia. Già in passato abbiamo fatto notare il paradosso della prima accoglienza in una delle provincie (la nostra) più povere d'Europa, fatto gravissimo che offende la nostra precaria situazione economica. Prima che scappi il morto o che succedano rivolte di cittadini giustamente inferociti, bisogna cambiare direzione.
Forza Nuova Crotone

sabato 24 gennaio 2009


I TEMPI STANNO PER CAMBIARE.......
Questo appello viene rivolto a tutti responsabili provinciali, ai camerati, ai nuclei presenti sul territorio campano, ai simpatizzanti........Forza Nuova deve moltiplicare i suoi sforzi (tesseramento, presenza sui media, volantinaggi, attacchinaggi, militanza.......stampelle tirate al di la' della trincea) per dimostrarsi all'altezza del compito che al momento della sua fondazione il movimento si è dato: la ricostruzione nazionale! La Campania sta attraversando il momento più buio della sua storia e Forza Nuova deve porsi determinata contro quelle sacche di parassitismo politico che da anni mortificano il popolo campano. Praticamente un'intera classe politica, da destra a sinistra, è travolta dagli scandali e dall'ignominia! Il popolo è disorientato, gettato nello sconforto più totale perchè alla crisi che morde le famiglie, i lavoratori cassintegrati, licenziati o che stanno per perdere il posto di lavoro, si aggiunge l'incertezza del futuro e l'assenza di una guida per uscire dalla tempesta che si prepara all'orizzonte! Forza Nuova deve porsi alla testa del popolo ed essere esempio di rettitudine e avanguardia politica: sempre prima, sempre davanti agli altri e accanto al popolo, dovrà essere il nostro motto, il nostro stile di vita! Avanti forzanovisti...........I TEMPI STANNO PER CAMBIARE! Noi abbiamo le idee giuste per rappresentare l'unica medicina efficace per un corpo (il sistema politico nato dal capitalcomunismo dopo il '45) che conteneva già in se i germi dell'infezione! Oggi quel corpo è in putrefazione e il suo odore nauseabondo farà risvegliare parecchie coscienze addormentate e intorpidite da cinquant'anni di menzogne! La libertà ha un prezzo.......sempre! Quando questa esigenza di libertà è avvertita ancora di più per il venir meno delle stesse necessità primarie (mangiare,vestirsi, avere un tetto sulla testa) allora quel prezzo diventa un sacrificio di lotta che si affronta a cuor leggero! Camerati le difficoltà sono anche tra noi, soprattutto in questo momento..........ma noi siamo leoni e quando siamo feriti siamo ancora più incazzati! Vi sono vicino anche quando sembra che le cose non vadano per il verso giusto, quando ci sono battute d'arresto, quando il destino avverso può colpire ognuno di noi. Ma se il destino si accanirà ancora una volta peggio per lui! Dunque avanti e in alto i cuori che il popolo reclama una guida! I TEMPI STANNO PER CAMBIARE...........
Avv. Michele Antonio Giliberti
detto Camerata GIL
Dopo Primavalle, Guidonia........
UN ORRORE SENZA FINE
“Cinque immigrati che si accaniscono su una povera ragazza di 21 anni, non ho parole…” E’ ammutolito e sconcertato Gaetano Micheloni, responsabile di Forza Nuova a Guidonia: “Non immaginavo si potesse arrivare a tanto, e noi dovremmo stare tranquilli e accettare ancora immigrati e soprattutto un altro campo nomadi qui nella periferia est di Roma? Mai! Questo episodio è l’ennesima riprova della necessità di provvedimenti d’urgenza sul tema immigrazione, senza remore lo dico chiaramente: espulsioni di massa. Sono un problema e un pericolo per la gente.”“Proprio ieri sera eravamo in piazza a Roma davanti alla Prefettura e poi dentro al Consiglio Comunale per protestare contro l’idea del campo nomadi qui da noi. E stanotte quest’episodio… cos’altro dobbiamo aspettare per agire? Altri morti?” Conclude Micheloni: “Forza Nuova è in mobilitazione sul tema sicurezza/immigrazione da settimane, moltiplicheremo le nostre iniziative e cercheremo di coinvolgere tutta la cittadinanza. Dove non arrivano le istituzioni deve essere il Popolo a sollevarsi e reagire!”

Roma, 23/01/2009

venerdì 23 gennaio 2009

A PICCOLI PASSI VERSO LA POVERTA’ SEMPRE PIU’ FAMIGLIE ITALIANE
di Raffaele Bruno
Bisogna sempre porre molta attenzione ai cosiddetti “piccoli fatti” di tipo economico, di quelli che si fanno avanti un giorno si e l’altro … pure, nelle cronache correnti. Perché sono spesso, come dicono gli specialisti delle vicende economiche, campanelli d’allarme relativi a fenomeni in atto di grossa entità; sono “sintomi” del male che cova nel profondo. E un male c’è nel profondo del tessuto sociale italiano di oggi; ed esso si può individuare nella “marcia verso la povertà”; o meglio, e più esattamente, verso un impoverimento generalizzato che colpisce anzitutto il ceto medio e vede in prima fila le famiglie mono reddito.
Così, mentre i partiti – di governo e di opposizione – passano la maggioranza del loro tempo in estenuanti e interminabili bracci di ferro sulle riforme costituzionali, il “tessuto” della società italiana si degrada e si sfilaccia.
Non rimandano ad altro concetto quei fenomeni cui ci riferivamo all’inizio; fenomeni che in Italia non si erano mai visti nella società italiana dal primo dopoguerra ad oggi; fenomeni del tutto nuovi, “originali”; e dunque tanto più difficili tanto da essere percepiti quanto a trovare adeguata valutazione.
La storia ci insegna che all’inizio degli anni trenta anche l’Italia dovette affrontare le ricadute della “grande crisi” scoppiata nel 1929 negli Stati Uniti. Anche noi italiani dovemmo tirare la cinghia e affrontare una “stretta economica” con molte ricadute sociali negative. Ma allora – ed ecco dove il “precedente storico” si presta ad un analisi quanto mai interessante – allora ci battevamo contro un impoverimento che aveva origine da una colossale crisi che coinvolgeva tutto il mondo occidentale, mentre oggi quello che avviene, questa vera e propria spinta all’impoverimento, trova, proprio, oltre la crisi economica in corso, nel “dentro” dell’Italia, spinte e pulsioni di vario genere.
Ma quando mai si era visto in Italia, nel corso degli ultimi anni, l’aumento impetuoso degli acquisti a rate? Per combattere in qualche modo il carovita che incalza, si fanno sempre più debiti da parte delle famiglie. E solo negli ultimi sei mesi, il credito al consumo è cresciuto del 15 %. E’ evidente lo stato di fatto: la famiglia di tipo medio non ce la fa più a quadrare i conti, ad arrivare alla fine del mese; e allora si “indebita” per acquistare quello cui non vuole o non vuole rinunciare, anche perché ci sono scadenze, pagamenti originati da scelte precedenti, cambiali e mutui da onorare.
Si compra tutto a rate ormai. Il credito al consumo delle famiglie era di poco di più di 20 miliardi di euro nel 2000; è cresciuto a 23.8 nel 2001; è arrivato a quota 28,4 l’anno successivo; al 31,2 nel 2003 e adesso marcia verso i 36 miliardi di euro. Continuando di questo passo, saremo al raddoppio – da 20 a 40 miliardi di euro – in appena 5 anni.
E allora: non si comprano “sempre più a prestito” l’auto o il frigorifero o l’antenna parabolica; ci si indebita anche presso il supermercato o nel negozio vicino casa, per normali prodotti alimentari; si fanno debiti – o si chiedono prestiti – per fare la spesa.
Si diffonde e si radica sempre di più la “cultura del debito”. Una “cultura” pericolosa, quando supera – come sta avvenendo – i limiti fisiologici; ed è un sintomo d’allarme quando i debiti si debbono contrarre anche per mangiare negli ultimi giorni del mese, visto che ormai non si arriva alla terza settimana e la crisi diventa sempre più drammaticamente spaventosa, mentre la disoccupazione avanza e in alcune zone del Mezzogiorno sfiora la terribile soglia del 60% tra i giovani.

PROVINCIA DI AVELLINO: FN MONTELLA…PRESENTE!

Il giorno 21 Gennaio si è tenuta la riunione programmativa di Forza Nuova Montella,presieduta dal coordinatore regionale Avv. MICHELE ANTONIO GILIBERTI, insieme ad un folto gruppo di militanti e simpatizzanti di Forza Nuova. Il coordinatore ha esposto il quadro politico relativo al movimento.”Forza Nuova sta crescendo in tutta Italia, ed anche in Irpinia si cominciano a vedere i primi risultati di questa espansione,seppur in una situazione difficilissima! Questo territorio deve essere liberato dai parassiti demo-comunisti che l’hanno portato nella tragica condizione in cui versa! C’è bisogno di un rinnovamento della politica…c’è bisogno di una Forza Nuova!”Queste le parole dell’avvocato solofrano, il quale ha preso anche atto delle innumerevoli iniziative avviate e in cantiere della neonata sezione forzanovista montellese.Nello specifico, FRANCESCO PALATUCCI, segretario cittadino di Forza Nuova, ha illustrato innanzitutto la grave questione del cinipide del castagno.”Forza Nuova,con la sua associazione La Lega della Terra, preso atto della grave minaccia a cui è sottoposta la principale coltura dell’Alta Valle del Calore, mi riferisco alla coltura della castagna, ha avviato varie iniziative, tra cui sensibilizzare la popolazione a riguardo e quella istituzionale di porre la questione ai più alti organi europei.Tale questione, è stata da me sottoposta all’attenzione del Parlamentare Europeo on.ROBERTO FIORE, il quale mi ha già comunicato di essersi attivato a riguardo, presentando un’interrogazione al Parlamento Europeo e inviato nostra missiva al Ministro delle Politiche Agricole on.Luca Zaia.”(interrogazione consultabile sul sito ufficiale del Parlamento Europeo)“E molti altri progetti ed iniziative sono in cantiere in questo primo mese di vita del nostro movimento, per fronteggiare le innumerevoli questioni che affliggono la nostra comunità.Questioni a cui tutti i partiti locali rientranti nel famigerato arco costituzionale non hanno, o forse non hanno voluto,affrontare con l’intenzione di risolverle in maniera seria e definitiva!”Il segretario continua ringraziando tutti i camerati che stanno credendo in questo progetto ”Fino a poco tempo fa ero da solo a portare avanti queste battaglie, oggi in meno di quaranta giorni contiamo oltre venti militanti, un direttivo preparato competente e volenteroso, e innumerevoli sostenitori esterni. A Montella ,dove è presente un’indiscussa questione sociale caratterizzata dal più malato individualismo, è nata e sta crescendo un’autentica confraternita ,una vera e propria fratellanza fatta di persone vere, uomini autentici. Il mio ringraziamento va a loro che non fanno politica per mestiere ma la intendono come una missione!”La riunione si è conclusa con i complimenti e i saluti del coordinatore regionale Avv MICHELE GILIBERTI, il quale ha ribadito ancora una volta che la lotta è dura, i pregiudizi tanti, e che solo Forza Nuova porta avanti questioni identitarie e sociali per il popolo!

FN MONTELLA

domenica 11 gennaio 2009

We will not go down (Song for Gaza)

GAZA, LETTERA APERTA AI POLITICI ITALIANI

di Luisa Morgantini (vice presidente del Parlamento Europeo)


Riceviamo e volentieri diffondiamo.

Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell'incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politica coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma basta con l' impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale. Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all' ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all'olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l'hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica.

Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d'acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia.

Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicurezza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all'estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro.

Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c'è riscaldamento, non c'è luce, o i bambini nati prematuri nell'ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati.

Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l'assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l' occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutiamo di essere nemici, basta con l'occupazione.

Dio mio in che mondo terribile viviamo.

Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo

venerdì 9 gennaio 2009

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FIORE E CARATOSSIDIS INCONTRANO L'AMBASCIATORE DELLA DELEGAZIONE NAZIONALE PALESTINESE A ROMA

Oggi il coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis si è recato a Roma per un importante incontro con Sabri Sabreattiah segretario della delegazione nazionale palestinese in Italia. Insieme al parlamentare europeo Roberto Fiore ha fatto visita alla sede palestinese in Piazza San Giovanni in Laterano per esprimere la solidarietà e la vicinanza di Forza Nuova e della destra radicale italiana con il popolo palestinese della striscia di Gaza, vittima in questi giorni dei devastanti attacchi dell’esercito israeliano. Raggiunto telefonicamente sulla via del ritorno, Caratossidis commenta: “E’ stato un atto dovuto. Tutti i politici dovrebbero stringersi attorno al fiero popolo palestinese, un popolo in lotta per la libertà e l’autodeterminazione. In Italia e nei paesi occidentali non c’è una reale percezione di quello che sta accadendo a Gaza: i dirigenti dello stato d’Israele dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità. L’incontro con l’ambasciatore Sabri Sabreattiah è stato molto cordiale. A noi interessa manifestare inequivocabilmente la nostra grande simpatia per la Palestina auspicandone la liberazione, condannare i raid di questi giorni senza prendere una posizione precisa è retorica sterile… La demagogia della classe politica italiana nel Pdl ma anche nel Pd fanno veramente pena. Il nostro paese deve difendere i suoi interessi e sganciarsi dalle ottuse logiche atlantiste. Israele si sta comportando come un vero e proprio ‘stato canaglia’, le vittime innocenti tra i palestinesi non si contano nemmeno più. Chi ora sta in silenzio è il peggior complice di questo disastro.”

giovedì 8 gennaio 2009

BOICOTTA ISRAELE!
Cominciamo con qualcosa di piccolo... ma, in questo mondo governato dal capitale, efficace gesto di solidarietà verso il popolo palestinese:
quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate.
Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli. Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese. Attuare un embargo su uno stato assassino come Israele è un dovere morale e civile, prima che ideologico.

martedì 6 gennaio 2009


PERCHE' NON CI SARA' MAI PACE IN PALESTINA
di Gianfredo Ruggiero
La Palestina per duemila anni è stata il segno della concordia e della tolleranza tra le varie confessioni ed etnie(unica parentesi i turbolenti Regni Crociati del Medio Evo). Poi, nel 1947 a seguito di una semplice deliberazione dell’ONU a carattere consultivo, in spregio al diritto internazionale e al principio dell’autodeterminazione dei popoli (la popolazione non fu neppure interpellata con un referendum), le potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale decisero di donare metà della Palestina agli ebrei con il pretesto che questi erano originari di quei luoghi e come forma di risarcimento per aver subito la persecuzione hitleriana (in realtà per lavarsi la coscienza - a costo zero - per non aver fatto nulla per impedire, sia prima sia durante, la Shoah).
Gli ebrei, preso possesso di quelle terre, cacciarono con la forza chi le abitava da secoli: 900mila palestinesi furono costretti ad abbandonare le loro case per fare posto ai nuovi arrivati e 530 villaggi furono completamente distrutti per impedirne il ritorno e molti altri sostituiti con insediamenti per soli ebrei. Neppure i cimiteri, luoghi sacri per i musulmani, furono risparmiati.
Gli ebrei, forti dell’appoggio incondizionato degli americani e, inizialmente, anche dei sovietici si abbandonarono a vere e proprie stragi e atti di puro terrorismo come il massacro del villaggio palestinese di Deir Yassin del 9 aprile 1948 ad opera del gruppo terrorista IRGUM (i cui leader politici erano Begin e Shamir) che causò la morte di 254 tra vecchi, donne e bambini (gli adulti erano intenti a lavorare nei campi distanti e quando si affrettarono a tornare la carneficina fu compiuta, stupri compresi) e l’assassinio, avvenuto il 16 settembre dello stesso anno, del mediatore delle Nazioni Unite, lo svedese Folke Bernadotte, per aver denunciato le violenze sioniste. L’omicidio fu rivendicato da un gruppo terrorista di cui facevano parte due futuri ministri israeliani, Yehoshua Cohen e Nathab Friedman (Antonella Ricciardi “Palestina, una terra a lungo promessa” controcorrente edizioni – Napoli, 2008). Anche da parte palestinese non mancarono atti di terrorismo a cui corrispondevano rappresaglie dure e indiscriminate.
Le successive guerre arabo-israeliane si conclusero con la netta sconfitta della coalizione araba, disorganizzata e male armata, e con l’occupazione di altre consistenti porzioni di territorio palestinese.
Il nuovo Stato d’Israele si è subito caratterizzato in senso rigidamente razziale e confessionale essendo aperto ai soli ebrei osservanti. Una legge, quella definita “Del Ritorno”, consente alle autorità religiose ortodosse di esercitare un controllo ferreo sui matrimoni ebraici (sono infatti vietati i matrimoni tra gli ebrei e i non ebrei, i cosiddetti “gentili”), sui divorzi, sulle conversioni e sulle sepolture.
Ai palestinesi è negata qualunque possibilità di farvi parte. Lo stesso impedimento riguarda gli ex-ebrei, ossia persone che pur essendo di discendenza ebraica professano una religione diversa dal Giudaismo, anche a loro è impedito di stabilirsi in Israele. I pochi arabi che hanno potuto continuare a vivere in quella che una volta era la loro terra devono essere riconoscibili (le loro auto, ad esempio, hanno una targa diversa); è sì permesso loro di eleggere dei rappresentanti al Parlamento, ma in quanto piccola, innocua e assimilata minoranza.
Il concetto di società multietnica che tanto piace in Occidente e sbandierato anche in Italia come massima espressione di democrazia, libertà e pluralismo in Israele non solo non è neppure contemplata, ma è addirittura vietata per legge. Una sentenza della Corte Suprema israeliana del 1989 stabilisce che alle elezioni sono esclusi partiti politici o persone che prevedono nel loro programma uno Stato multi-culturale o che mettano in discussione il principio dello Stato per Soli Ebrei (SSE). Un'altra politica per soli ebrei riguarda la proprietà terriera che è di tipo collettivistico: lo Stato possiede il 94% della terra e la tiene in “custodia” esclusivamente per gli ebrei.
Israele non ha una Costituzione e questo consente ai suoi tribunali di agire con libertà ed arbitrio nelle sentenze, soprattutto a carico dei non ebrei
Con queste caratteristiche definire Israele un “avamposto di democrazia in Medio Oriente” mi pare quanto meno azzardato.
Hamas è considerata dai politici occidentali una formazione terroristica: niente di più errato, Hamas è un partito politico estremamente radicato. Attraverso le sue strutture garantisce alla popolazione palestinese di Gaza, stremata da anni di embargo totale, assistenza e servizi sociali. Alle elezioni del gennaio 2006 - riconosciute da tutti gli osservatori internazionali come libere e democratiche – ha conquistato la maggioranza dei seggi. Da allora ha rivisto profondamente le sue posizioni fino ad accettare l’ipotesi di uno stato palestinese entro i confini del 1967. Sicuramente un gran passo avanti a cui ne potrebbero seguire altri se l’occidente la piantasse con l’ostracismo e iniziasse a colloquiare con l’unico vero rappresentate della popolazione palestinese di Gaza.
Quella che è in atto da sessant’anni in Palestina è una lotta tra due popoli per il diritto all’esistenza. La differenza è che mentre gli israeliani, armati dall’America, hanno uno dei più potenti eserciti del mondo con tanto d’armamenti nucleari che possono usare a loro piacimento, i palestinesi possono disporre solo di rudimentali razzi a breve gittata forniti dall’Iran (che fanno più scena che danni) e del proprio corpo. A ciò si aggiunge la diplomazia occidentale guidata dall’America che, con il suo atteggiamento giustificativo a favore d’Israele, non lavora certo per la pace.
Durante i sei mesi di tregua, rispettata da Hamas, Israele, contravvenendo agli accordi sottoscritti, non ha minimamente rallentato la morsa attorno a Gaza impedendo perfino il transito degli aiuti umanitari.
Circondata da mura alte 10 metri, controllata dal mare dalle navi da guerra e dal cielo dai satelliti spia a sostegno di un rigido embargo esteso anche ai prodotti di prima necessità, la striscia di Gaza è stata trasformata dagli israeliani nel più grande campo di concentramento che la storia ricordi. Sfido chiunque a resistere in quelle condizioni senza farsi saltare i nervi e vorrei vedere una qualsiasi persona assistere alla morte del proprio figlio per la mancanza di medicinali o vivere senza elettricità e con l'acqua razionata (la prima cosa che gli israeliani hanno bombardato durante l’offensiva dello scorso anno sono state le centrali elettriche e i dissalatori, oltre alla centrale del latte), senza provare odio verso gli artefici di questa ingiustizia e meditare vendetta.
La verità è che Israele ha pianificato da mesi l'intervento militare, aspettava solo il pretesto. Tanto può contare sulla comprensione dei mass media occidentali, sull’appoggio incondizionato dell’America che la sprona a continuare e sulla la flebile protesta dei paesi arabi “moderati” (che di moderato hanno ben poco essendo delle monarchie assolute, più onesto sarebbe definirli “filo occidentali”).
Il fine ultimo d'Israele è quello di costringere i palestinesi ad abbandonare la loro terra per realizzare il sogno biblico della "Grande Israele", come preconizzato dal fondatore del movimento sionista Theodor Herzl e confermato dal padre della Patria David Ben Gurion che in un discorso del 1937 dichiarò: «Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti». Altrettanto esplicito è il leader israeliano Ariel Sharon che ad un convegno di militanti del suo partito dichiarò senza mezzi termini «non c’è sionismo, colonizzazione o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l’espropriazione delle loro terre» (France Press del 15 novembre 1998). Non a caso Israele è l’unico Paese al mondo che si rifiuta di definire formalmente i suoi confini. Il motivo lo scopriamo in una famosa frase di Ben Gurion: «Dobbiamo costruire uno stato dinamico incline all'espansione».
Condanniamo pure gli attentati suicidi dei palestinesi, i razzi di Hamas e le bandiere bruciate in piazza dai manifestanti, ma se veramente amiamo la pace non possiamo sorvolare sulle responsabilità storiche e politiche dell’Occidente americanizzato.
Senza giustizia, umanità e verità storica non potrà mai esserci pace in quelle terre martoriate.
Gianfredo Ruggiero
Presidente Circolo Excalibur - Varese

lunedì 5 gennaio 2009


ASSOCIAZIONE CULTURALE “VENTO DEL SUD – ONLUS”

SI AGGRAVA LA QUESTIONE MORALE DELLA SINISTRA ITALIANA!

Sull’argomento, dopo varie proteste, il Presidente dell’Associazione – Movimento Politico Vento del Sud Raffaele Bruno ha dichiarato:

La recente copertina dell’Espresso è stata fortemente d’impatto con quel titolo: “Compagni Spa”, che ha voluto accendere i riflettori sugli affari, le clientele e i veleni, specchio di un invasivo e arrogante potere consolidato dei comitati d’affare in cui si stanno inabissando le giunte di sinistra, da Napoli a Firenze, (di questa città il sindaco si è incatenato fuori alla sede di Repubblica a Roma), da Genova a Perugina, da Trento a Crotone, dall’Aquila a Foggia, rappresentando un vero e proprio allarme per il clima torbido instaurato, fatto di sospetti, pratiche spregiudicate, relazioni pericolose, favoritismi, uso disinvolto delle regole che stanno dilagando sulle giunte di sinistra, messe ormai nelle condizioni di non poter più decentemente rivendicare anche una sola parvenza di quella “diversità” diversa agli avversari, tanto esibita in passato.
Una sinistra da caviale e bella vita, insomma, che ha determinato una condizione prossima alla catastrofe, una vergognosa guerra tra bande, a cominciare dalla città simbolo di questo sprofondamento, Napoli, che ha strappato al presidente della Repubblica Napolitano l’incitamento angosciato a reagire all’impoverimento della politica che affligge le amministrazioni del Mezzogiorno, in particolare.
A Napoli si sta facendo strada l’idea che esista una vera e propria “cupola” di una città gestita insieme da centro sinistra e centro destra congiunte, di una spartizione degli affari e delle responsabilità, anche se Comune, Provincia e Regione sono gestite dalla sinistra da quindici anni. E’ stato il tifo che Bassolino ha fatto apertamente per Berlusconi sulla questione rifiuti a fare consolidare questa tesi, ma anche la mancanza cronica di una opposizione. Esiste di fatto, e noi lo denunciamo da tempo, un consociativismo politico che non può che nuocere a Napoli, alla Campania e a tutto il Mezzogiorno. Noi cerchiamo con la denuncia giornaliera di spezzare questo meccanismo perverso, ma presto ci potrebbe pensare un terremoto giudiziario che sarebbe in arrivo, che dovrebbe fare giustizia del troppo lungo malgoverno che il popolo ha dovuto subire. Ho chiesto, intanto, le dimissioni di Iervolino e Bassolino incatenandomi sotto Palazzo San Giacomo e presto metterò in atto altre iniziative clamorose ”.
Napoli, 4 gennaio 2008
L’Addetto Stampa di Vento del Sud
(Gennaro Natale)